Il Giusto, spiega il Siracide, ha risposto all’appello della Sapienza che « lo nutrirà con il pane dell’intelligenza, e l’acqua della sapienza gli darà da bere. » (Sir 15,3) La Saggezza dona se stessa in nutrimento (cfr. Sir 24,21). Quindi, il Giusto è un affamato.

Di cosa la Sapienza fa venire appetito se non del « vero nutrimento» e della « vera bevanda » (Gv 6,55) ? Fortunato San Giuseppe che ha fame del vero pane. Fortunato colui che si sazia dell’insegnamento di san Giuseppe, fortunato colui che si sazia dei suoi « frutti di gloria e di ricchezza » (Sir 24,17) perché costui non perderà mai l’appetito per la salvezza.