Vivere a Nazareth è una chiamata e una scelta.

San Giuseppe aveva sistemato la sua famiglia in Egitto. Laggiù la vita fu rude ma dolce. Nella comunità ebraica ci si aiutava a vicenda. Nelle metropoli dei faraoni si lavorava più facilmente che in Galilea. Crescevano amicizie con famiglie egiziane. Il paese era bello e tranquillo. E, soprattutto, la terra e il sole egiziani furono lo sfondo delle gioie della prima infanzia del bambino Gesù: le prime parole, i primi passi, i primi stupori, al sicuro dalla follia di Erode.

Gli anni passarono tranquillamente fino a che l’angelo li richiamò. Certamente nessuna terra soffoca l’amore per la patria e Erode era morto. Ma Archelao gli succedette, più violento e più sanguinario; bisognava, dunque, ricominciare tutto da capo, rifugiarsi in una quotidianità incerta.