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Pensiero 159

La fede di Abramo è esemplare perché egli ha saputo “sperare contro ogni speranza”. (Rm 4, 18)

Ai nostri spiriti incantati da abbondanti lodi alla misericordia (talvolta fino a degli eccessi estranei all’amore di Dio), la fiducia in Dio sembra spontanea, il combattimento della piccola Teresa contro la paura sembra di un’altra epoca. Sicuramente Dio si è fatto vicino in Gesù-Cristo, non c’è nulla da dubitare di lui, ma di noi? L’orgoglio ci tiene in pugno. L’orgoglio di un Pranzini che resiste volontariamente allo Spirito Santo è certamente riprovevole – Dio ci preservi da una simile disposizione interiore – ma santa Teresa ha scoperto che un’anima in stato di grazia può anche opporsi alla misericordia, mettendo, con un segreto orgoglio, un limite a ciò che può sperare da Dio. Ora, è chiesto ad ogni anima di “sperare contro ogni speranza”, di credere al punto da essere reso giusto, tant’è che la misericordia non è un biancosegno per la mediocrità , ma un’azione santificante.

Come riconoscere questo peccato di cui non siamo consapevoli? San Giuseppe ci dona una risposta senza uguali. Ricevendo i due tesori più preziosi al cuore di Dio, il santo patriarca si è abbandonato alle preoccupazioni dell’amore. Non ha mai lasciato il suo cuore nel riposo ingannatore dell’autosoddisfazione. Ogni istante, ogni respiro era teso verso il Cielo come una preghiera al fine di non dispiacere in nulla a Gesù e a Maria. Il suo cuore ardente cacciava la minima indelicatezza, accoglieva le più sottili sollecitazioni dello Spirito a tal punto che egli finiva con il vivere l’unione dei cuori che rende Dio onnipotente nelle anime. Diventato incapace di rifiutare qualcosa a Dio, egli viveva solo di misericordia.

San Giuseppe, apri i nostri cuori all’amore e allo spirito figliale che consumano la tua anima.

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