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Pensiero 137

“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa ….” (Mt 20, 1).

La Bibbia latina chiama questo “padrone di casa” il “pater familias”. Il Regno dei Cieli è allora la storia di un padre di famiglia che alzandosi all’alba, nel momento in cui gli uomini escono preoccupati di guadagnare il pane quotidiano.

Chi è questo padre di famiglia? Appare altrove nel vangelo: è l’uomo accorto, capace di trarre “dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13, 52), è anche colui al quale Gesù dirà di chiedere: “dove è la sala dove io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?” (Lc 22, 11; Mc 14, 14). Qual è l’uomo giusto, custode della casa dove Gesù vuole spezzare il pane, se non Giuseppe, suo padre? In tal modo Gesù testimonia che all’epoca in cui vedeva uscire suo padre all’alba, ha contemplato il Regno dei Cieli in costruzione.

Perciò, come il padrone di casa della parabola di cui è il modello, Giuseppe non partiva soltanto per se stesso, ma perché tutti gli uomini conoscano la gioia di lavorare alla venuta del Regno. Agli oziosi dell’ultima ora diceva: “Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?” (Mt 20, 6). Eppure questo lavoro è così importante! “ Andate anche voi nella mia vigna!” (Mt 20 4-7), andate nella mia vigna che è mio figlio, andate alla vigna che è il Cristo (cfr. Gv 15, 1-5).

San Giuseppe, raggiungi nei luoghi delle nostre disperazioni, portaci alla vigna del Signore!

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