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Artisanat monastique

Pensiero 54

“Che cosa dici ti te stesso? (Gv 1,22). La domanda è posta da congiunti. Non conosciamo i nostri fratelli in profondità perché vi ci avventuriamo molto poco. Non conosciamo a fondo noi stessi perché andiamo poco in profondità. Quale stranezza che siamo per noi stessi una realtà evanescente, che siamo sempre altro. Ed è tuttavia possibile ritornare padroni di sé per poco che ci si raccolga nel palmo della mano di Dio. È possibile riconoscersi per poco che si faccia ruotare la pietruzza bianca ricevuta con la manna nascosta (Ap 2,17). La pietruzza porta il nome nuovo per tutti, nuovo innanzitutto per colui che lo riceve, perché lo ignora. Ma soprattutto questo nome è nuovo ogni volta che risuona perché è pronunciato solo dal Padre.

San Giuseppe educatore attento che ha aperto a Gesù la sua piccola mano. San Giuseppe, padre autentico, che pronunciava il nome di Gesù come un richiamo ad essere se stesso. San Giuseppe unico intercessore, che mormora di continuo il dolce nome che ci salva. San Giuseppe, ti prego, insegnami a leggere il nome nuovo sul palmo della mia mano. San Giuseppe, ti prego, sii il padre che mi chiama a vivere.

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