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Pensiero 53

Obbedire. Dipendere. Noi abbiamo acquisito una repulsione per tutto quello che minaccia le nostre pretese all’autonomia. Obbedire agli uomini? Il meno possibile. A Dio? Al massimo in caso di bisogno.

La realtà è tutta un’altra. L’obbedienza ci è imposta ovunque, anche con la forza. Tuttavia, chi sceglie di vivere nel silenzio di san Giuseppe mantiene la possibilità di obbedire, in ogni circostanza, a Dio. “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 5,29). In sé, prima di tutto. Bisogna adempiere ai desideri del Padre piuttosto che ai propri. Chiedere cosa vuole il Padre. Rinunciare ad ogni personale autorità per vegliare sulla crescita di Gesù in sé. Con Giuseppe è “… con lo Spirito Santo che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui.” (At 5,32b) In tal modo san Giuseppe attesta che il dono dello Spirito è il frutto dell’irresistibile preghiera: “che la tua volontà sia fatta” (Mt 6,10). San Giuseppe testimonia che l’obbedienza è la preghiera silenziosa dei figli.

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