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Carterie

Artisanat monastique

Pensiero 45

“Il popolo che camminava nelle tenebre …” (Is 9,1)

Adamo, a causa del quale si fece notte; Cam che umiliò suo padre; Terach che soffocò i suoi figli; Abramo, padre del popolo delle stelle; Isacco, il bambino della risata; Giacobbe, il combattente del crepuscolo; Giaele e la sua tazza di latte; il re Salomone e la regina di Saba, uniti dall’amore per l’amore della saggezza, Booz dai covoni generosi, per sempre addormentato; Ester, il fiore stellato; Raab dalla cordicella scarlatta; Israele e i suoi figli, costellazione di benedizioni; Rut che sfiora la notte con i suoi piedi leggeri; David, stella regale sedotta da una bellezza oscura; Mosè che cammina al passo della nube fiammeggiante; Geremia, collerico e recalcitrante, Giona, perso nell’abisso marino; Rachele dalla gola e dal cuore lacerati; Lea, dagli occhi teneri e tristi; Penina, rosa dalla gelosia; Amos, il bovaro nostalgico di Teqoa; Giosia, dal cuore puro trafitto da Faraone; Samuele, ritornato dal regno dei morti; Elia, sfuggito alla morte su un carro glorioso; Anna che canta in eterno il cantico di azione di grazia; Sansone, l’uomo del fuoco; Sidrach e Misach e Abdenago che glorificano Dio nella fornace; Isaia con il bue e l’asino grigio …

Più si era attenti, più se ne riconoscevano. La lunga colonna degli abitanti del paese dell’ombra era in processione dietro il figlio di David, san Giuseppe, davanti al quale si inchinano la luna e le stelle, al quale viene il pane dal cielo tra i covoni prosternati. Ecco Giuseppe, l’ultimo sole illuminato da un unico desiderio: condurli alla nuova Alba, al Bambino re.

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