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Artisanat monastique

Pensiero 44

Solleciti e infantili, immaginiamo che l’attesa preceda la soddisfazione. Ma il cristiano è sempre in attesa; Dio mantiene i suoi figli in uno stato di mancanza. Per loro, egli compie dei prodigi, “Spacco le rocce del deserto e diede loro da bere come dal grande abisso. Fece sgorgare ruscelli dalla rupe e scorrere l’acqua a torrenti” (Sal 78(77) 15-16). Ma i loro spiriti insaziabili aggiungono all’arroganza insolenti esigenze: “continuarono a ribellarsi all’Altissimo nel deserto, nel loro cuore tentarono Dio, chiedendo cibo per le loro brame” (Sal 78(77) 17-18). Essi intendevano sottomettere Dio a loro regime.

L’attesa di Maria e Giuseppe è cammino di umiltà per noi. Preparando la venuta del loro figlio, mancavano loro molte cose che noi crediamo essenziali, ma i loro cuori sono rimasti tranquilli nell’azione di grazia per le meraviglie avvenute. In ogni momento essi sono rimasti all’ascolto rinunciando al loro desiderio per compiere la volontà di Dio.

San Giuseppe, mostraci le sorgenti delle acque vive che zampillano nei nostri deserti: lo Spirito di lode nutrirà la nostra attesa. Insegnaci la sobrietà: i nostri cuori resteranno sottomessi all’azione della Parola fortificandosi solo con il dono di Dio.

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